E’ la prima volta che un presidente del Consiglio in carica si reca sull’isola del Manifesto “Per un’Europa libera e unita” di Altiero Spinelli con il chiaro significato di dare un netto taglio politico al suo messaggio. Tale visita avviene immediatamente dopo un importante incontro chiarificatore con Berlino e nel pieno di un acceso dibattito sulla nuova linea politica inaugurata del Governo italiano presso le istituzioni europee che ha ricevuto più di una critica dal tradizionale fronte europeista, molto preoccupato da possibili svarioni nazional-populisti.

 

"Durante la prigionia fascista Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e i loro compagni ebbero la lucidità e la visione di costruire il domani. Erano in carcere, fuori c'era la seconda guerra mondiale, eppure loro pensavano agli Stati Uniti d'Europa. L'Italia chiede più Europa. Più Europa sociale, più crescita, più diritti. Un'Europa capace di osare di più e di funzionare meglio di oggi."

 

Sono tanti gli impegni concreti presi a Ventotene che il governo italiano dovrà riuscire a realizzare a Bruxelles. Di certo nell’isola del federalismo europeo che non c’è ancora lo hanno aspettato tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’Europa per ricordargli che solo con la costruzione della Federazione europea si potrà avere un'Europa diversa dall’attuale perché più democratica, sociale ed equa, con più diritti e più crescita. E’ giusto opporsi al ripristino delle frontiere interne e chiedere una vera politica estera e per l’immigrazione comune, ma è giunto il momento di ripensare in profondità lo stesso assetto comunitario, attribuendogli, ad esempio, maggiori risorse proprie e varando una sorta di New Deal per far uscire definitivamente l’Europa dalla crisi, fino a giungere ad un vero e proprio governo federale dell’Eurozona. Si tratta, infine, di rompere il circolo vizioso per cui l'Europa attuale non dà risposte concrete alle richieste dei cittadini poiché non dispone dei mezzi e delle competenze per fornire tali risposte, mentre i Governi nazionali si nascondono dietro la disaffezione dei cittadini verso il progetto europeo per non dare all'Ue i mezzi e le competenze che sarebbero necessari.

  

In definitiva solo una netta scelta federale può garantire un nuovo corso per l’Europa, facendola uscire dall’impasse in cui si trova e rendendola protagonista delle grandi sfide globali del futuro. Se così non fosse Matteo Renzi perderebbe la grande occasione di svestire definitivamente i panni del novello Peter Pan. Speriamo, invece, che da Ventotene abbia rilanciato il sogno della Federazione europea, trasformandolo in qualcosa di reale non solo nelle agende della politica, ma nella vita di milioni di cittadini europei. Per questi motivi siamo stati nella nostra isola che non c’è a far sentire le ragioni per gli Stati Uniti d’Europa.