Mentre assistiamo al cambiamento, seppur impercettibile, dei sistemi internazionali, coloro i quali vorrebbero riuscire a prevederne le metamorfosi future necessitano di una buona combinazione di conoscenza e fortuna. Ciò che riescono a scoprire per mezzo del caso, può essere decifrato solamente grazie alla conoscenza.

Gli Young European Federalists, uno degli attori principali all’interno del processo decisivo dell’Unione europea, si pongono l’obiettivo di analizzare le vicende globali attuali che riguardano la comunità dell’UE nella sua interezza. è per questo motivo che la presa di posizione politica, approvata all’unanimità durante il Comitato Federale del 20 dicembre 2015, esprime la crescente preoccupazione della Gioventù Federalista Europea nei confronti del predominio delle misure intergovernative che gli Stati membri hanno posto in essere nel corso delle ultime vicende: le crisi umanitaria e politica del medio-oriente, la mancanza di un piano comune per la gestione della crisi migratoria, e un generale calo del livello di democrazia all’interno degli Stati membri.

 

Inoltre gli Stati Membri - che ancora non sembrano pronti a rinunciare alla propria sovranità - approfittano dell'inesperienza dei propri cittadini in ciò che riguarda l'Unione Europea, filtrandone i comportamenti sotto una lente politica. Quando i risultati di una politica europea producono dei vantaggi per uno Stato, i politici nazionali si affrettano a sottolineare il proprio merito; al contrario, se i cittadini non sono soddisfatti, la colpa va ai burocrati europei. Allo stesso tempo, sia fattori economici che politici vengono trascurati, a causa della crescente influenza dell'euroscetticismo. In questo contesto la Gioventù Federalista Europea rappresenta un attore importante, in grado di condannare l'approccio nazionalista e, allo stesso tempo, di offrire una soluzione forte di tipo Federalista per risolvere i problemi che attualmente attanagliano l'Unione Europea.

 

Nell'affrontare queste sfide, la Gioventù Federalista Europea cerca di offrire risposte che siano fondate sulla responsabilità storica, ereditata dai padri fondatori dell'Unione Europea. Per questo, l'obiettivo finale della nostra presa di posizione politica è quello di offrire una risposta alla società europea; una risposta che, fondandosi sulla realtà della conoscenza, esprima la necessità di un approccio Federale in maniera giusta e oggettiva.

 

 

 

Il Comitato Federale della Gioventù Federalista Europea Riunito a Padova, il 20 dicembre 2015 

 

Osserva con preoccupazione 

- il perdurare della situazione di instabilità geopolitica globale, con la conflittualità in Medio Oriente che non accenna a risolversi mentre si accendono e si estendono i conflitti in Africa e in Asia: ormai sono palesi i fallimenti delle istituzioni locali e della comunità internazionale nella regione del "Siraq" e della Libia o l'estendersi delle guerre civili in Nigeria, Sud Sudan e Yemen; 

- che questo contesto favorisce il rafforzamento e l'incremento del consenso verso le milizie fondamentaliste islamiche che si riferiscono a Daesh, il che determina un aumento del numero di attentati verso i Paesi su cui questo non ha il controllo diretto, al fine di destabilizzare ulteriormente l'area; 

- l'imbarazzante incapacità degli Stati europei nella gestione dei flussi migratori che si riversano sul Vecchio Continente a causa della situazione geopolitica attuale, che ha reso sempre più evidente non solo l’inadeguatezza di una politica estera intergovernativa dell’Ue ma financo di quella interna; 

- la reazione europea, prevalentemente intergovernativa e neonazionalista che, dopo i fatti del 13 novembre a Parigi, si è tradotta in una risposta securitaria alimentata dall'allarme terrorismo permanente; cosa che da una parte mette a rischio i progressi nell’integrazione europea come l’area Schengen e la libera circolazione, e che dall’altra non è assolutamente sufficiente a garantire la sicurezza dei cittadini europei né a rilanciare un modello di integrazione sociale valido per tutta l'Unione che possa tutelare gli immigrati di prima e seconda generazione; 

- che il voto in Francia, nonostante la positiva reazione dei cittadini che ha fermato l'ascesa del Front National al secondo turno, ha dimostrato che la perdurante stagnazione economica, insieme alle tensioni generate dall'allarme terrorismo internazionale e dall'incapacità di gestire i flussi migratori da parte degli Stati membri dell'Ue sta creando un terreno fertile per il diffondersi dei movimenti populisti, neofascisti e xenofobi; 

- le posizioni radicalmente antieuropee del neoeletto governo della Polonia, che evidenziano ancora una volta la totale incapacità di porre un freno da parte delle istituzioni europee ad eventuali derive centrifughe da parte degli Stati membri; 

- che le conclusioni raggiunte dalla Cop 21 di Parigi, non hanno affrontato né risolto il problema fondamentale del sistema internazionale: l’incapacità diistituire strumenti adeguati ad imporre decisioni che vincolino gli Stati sovrani anche tramite apparati sanzionatori. 

Sostiene 

- che pur essendoci numerose tematiche all’ordine del giorno che evidenziano la necessità di una gestione federale delle sfide e dei problemi, l’unico quadro possibile possibile per lo sviluppo di istituzioni federali rimane quello dell’Eurozona, all’interno del quale governi e istituzioni europee, studiano e dibattono costantemente proponendo la riforma dei trattati; 
- che operare all’interno dei trattati non sia più sufficiente e che l’uso stesso dei trattati esistenti costituisca una risposta debole alle sfide e ai problemi che richiedono interventi federali sopranazionali; 

- che solo un bilancio dell’Eurozona, finanziato con consistenti risorse proprie e legittimato esclusivamente dai parlamentari dei Paesi che sono interessati dal suo utilizzo, sarà in grado di finanziare operazioni e piani che superino la logica intergovernativa, per dare vita alla gestione federale delle grandi tematiche di attualità; 

Valuta positivamente 

- la posizione di Guy Verhofstadt nella Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, che con la sua proposta di riforma delle istituzioni europee, formalizza l’esistenza di una unione a più cerchi, rispondendo così in modo efficace ai quattro punti avanzati dal governo britannico; 

- il fatto che molte forze politiche italiane, compresi i rappresentanti di alcune istituzioni, stiano scendendo in campo a favore della battaglia federalista, come hanno già fatto la Presidente Boldrini negli ultimi mesi con la diffusione e la presentazione del documento «Più integrazione europea: la strada da percorrere» o il Ministro Gentiloni che ha sostenuto un'Europa capace di unirsi anche su più piani rispetto a quello esclusivamente economico-monetario;

Ribadisce con forza 

- che solo uniti in una Federazione gli europei potranno dare una risposta a questa crisi sistemica, spostando a livello sovranazionale gli strumenti per agire all'interno e all'esterno dei suoi confini, riaccendendo così nei cittadini europei la consapevolezza di vivere nella medesima comunità di destino; 

- che solo con la completa e piena realizzazione della Federazione europea l'Europa potrà essere un esempio di convivenza pacifica e di cooperazione per tutta la comunità internazionale, anche in funzione delle sfide per la salvaguardia del pianeta come quelle affrontate dalla Cop 21 di Parigi. 

Chiede alle istituzioni europee e ai governi degli Stati membri 

di superare i regolamenti di Dublino proseguendo la costruzione di un'unica politica di asilo e per l'immigrazione; di iniziare, come già proposto dalla Commissione, dal ridefinire la missione di Frontex verso le minacce esterne e il controllo delle frontiere; di contrastare la riduzione dei fondi ai programmi di accoglienza e di integrazione sociale, rafforzando la cooperazione con i governi dei Paesi in cui originano le partenze per garantirne la stabilità e lo sviluppo e mettendo in sicurezza l’intero percorso delle migrazioni per evitare nuove e inutili stragi; 

- il superamento del modello intergovernativo a favore di un sistema federale di gestione delle attuali agenzie di sicurezza europee, per dare una serie dirisposte al terrorismo internazionale; 

di andare oltre il documento dei cinque presidenti, cercando una via per la Federazione europea che sia adeguata all'urgenza storica e che non escluda a priori le possibilità di adottare le cooperazioni rafforzate in ambito economico e in politica estera previste dal Trattato di Lisbona o superando i trattati esistenti. 

Si impegna a 

- continuare la sua attività di catalizzatore di tutte le forze a favore della costituzione degli Stati Uniti d'Europa, siano esse nazionali, locali o europee; 

- proseguire con tutte le sue forze la battaglia federalista, continuando la collaborazione con le istituzioni e, contemporaneamente, diffondendo il proprio messaggio tra i cittadini attraverso la Campagna per la Federazione europea e il dialogo con la società civile; partecipando attivamente anche alle iniziative che UEF e JEF presenteranno nei prossimi mesi.