Piazza della Repubblica, Torino
Foto di Davide Turchetto

 

La GFE continua il suo impegno nella raccolta firme per la petizione “Common Borders”. Iniziato dopo il sostegno JEF alla campagna, consolidato con l’intervento del Presidente Fissolo al Convegno di Torino, tenutosi il 22 giugno, e promosso in occasione dell’azione federalista per il World Refugee Day. Domani a Torino, in Piazza della Repubblica, che ospita tutti i giorni il mercato all’aperto più grande d’Europa, la GFE partecipa al presidio organizzato dall’Alde Party Membri Individuali in favore della petizione commonborders.eu.

A ricordare l’impegno della GFE sulla questione dell’immigrazione, vi è la mozione politica approvata durante l’ultimo Comitato Federale riunitosi a Roma il 5 luglio scorso.

La Gioventù Federalista Europea rileva con preoccupazione che

Dall’inizio del 2015 nel Mediterraneo sono morte più di 1800 persone e l'Europa sembra aver dimenticato che questo mare rientra nei suoi fondamentali interessi per storia, per cultura e per geopolitica;

 

La problematica delle ondate migratorie provenienti dalle zone più povere dell’Africa e del Medio Oriente riguarderà il nostro continente per i prossimi anni, visto che stime recenti diffuse dall’Onu prevedono che l’Africa possa passare dal miliardo di abitanti attuali ai 2,4 miliardi nel 2050 e visto che la stabilità del Medio Oriente si fa sempre più fragile, e non può essere trattata come una situazione di sola «emergenza», ma strutturale e pertanto necessitante di riforme;

 

La diffusa ostilità negli Stati membri dell’Unione europea verso i migranti, manifestatasi in particolare con i rifiuti alla proposta di condivisione dello sforzo di accoglienza fatta dalla Commissione europea, sia un sintomo palpabile della crisi degli Stati nazionali europei, dove rigurgiti nazionalisti cercano di scaricare l’incapacità di rispondere a livello nazionale a questioni globali fomentando l’odio verso il “diverso”;

 

Il dramma dei migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è che l'ultimo atto a testimonianza dell’assenza di una politica estera unica europea e dell'incapacità di agire dei singoli governi degli Stati membri dell’Unione europea;

 

La risposta dell’Unione europea, confermata nell’Agenda europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già dimostrato di essere inattuabili con gli scarsi mezzi attualmente a sua disposizione e che l’assenza di una politica unica per l’immigrazione forza l’Europa a un’impotenza che ha come effetto la perdita di vite umane nel Mediterraneo e il formarsi di condizioni disumane nei centri di accoglienza.

 

La Gioventù Federalista Europea ritiene che

L'Europa dovrebbe costruire una risposta e un esempio di pace, di convivenza, di democrazia, di benessere sociale ed economico costituendosi in Stato federale, ispirandosi al principio di solidarietà e sussidiarietà, avendo così finalmente gli strumenti per poter divenire garante nelle zone di crisi internazionale;

 

La mancanza di una politica estera unica impedisca una gestione sensata delle richieste di asilo politico, nonché una gestione più complessa dei rapporti con i Paesi terzi, che sono multilaterali anziché essere bilaterali e, pertanto, meno efficienti;

 

Solo una politica estera unica, possa essere efficace ai fini del rafforzamento della sicurezza internazionale: la creazione di un vero Stato federale permetterebbe, infatti, di unificare le forze armate, portando a un risparmio di risorse, da un lato, e ad una politica estera adatta alla dimensione del problema migratorio, dall’altro.

 

La Gioventù Federalista Europea chiede che

L'Unione europea attivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo incentivando processi di cooperazione rafforzata tra gli Stati membri con interessi affini finanziato da un Tesoro europeo che faccia da preludio alla costituzione di un esercito e una guardia costiera europei;

 

Le istituzioni europee lavorino al più presto a un superamento dei Regolamenti di Dublino verso la formazione di un diritto di asilo europeo e di un equo sforzo, da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione, per l’accoglienza dei rifugiati;

 

Venga istituita una procedura comune di processazione delle richieste di asilo politico nei confronti dei Paesi membri dell'UE attraverso la creazione di un’Agenzia europea preposta, finanziata e gestita con risorse di tutti gli Stati membri, che sia in grado di analizzare in tempi congrui le richieste e di adempiere alle procedure di allocazioni secondo principi di equità.

 

La Gioventù Federalista Europea sottolinea che

La proposta della Commissione europea di ridistribuire il numero di richiedenti asilo negli Stati membri, tenendo conto del Pil e della sostenibilità finanziaria di questi ultimi potrebbe rappresentare un ottimo esempio di cooperazione tra gli Stati europei, che tuttavia non potrà realizzarsi finché gli Stati avranno facoltà di apporre il proprio veto.

 

L'Europa federale avrebbe il potere di intervenire nelle tante aree di crisi per trovare soluzioni di pace, promuovendo concretamente i processi di composizione dei conflitti, anche attraverso interventi diretti dalla comunità internazionale mettendo a disposizione la sua politica di difesa;

 

L'Europa federale potrebbe rilanciare una Cooperazione per lo sviluppo sostenibile nelle zone più povere, comegià suggerito dal MFE, lanciando un "piano Marshall" europeo per l'Africa assecondandone l'attuale tentativo di costituzione di un mercato unico africano entro il 2025;

 

L’Europa federale potrebbe avere gli strumenti per intervenire all’origine del flusso migratorio dell’area Medio Orientale ergendosi ad arbitro internazionale per la ricerca di un processo di soluzione pacifica dei conflitti;

 

Solo una politica estera unica di un’Europa federale potrebbe lanciare una politica credibile di sostegno e di sviluppo per le aree ad Est dell’Europa.

 

La Gioventù Federalista Europea si impegna a

Portare avanti tutte le istanze perché l'Unione europea abbia gli strumenti per affrontare davvero il problema dell'immigrazione, in particolare affinché si doti finalmente di un'unica politica estera e diventi uno Stato federale democratico;

 

Condannare tutte le prese di posizione banalmente populiste o dichiaratamente nazionaliste che pensano di poter costituire un'Europa «fortezza» o che difendono anacronisticamente i confini nazionali senza prendere in considerazione la realtà di un mondo globalizzato.

 

Sostenere, attraverso campagne di sensibilizzazione dei cittadini in favore delle istituzioni nazionali o europee che se ne vorranno fare carico, un rafforzamento finanziario e organizzativo dell’attuale Agenzia europea di difesa, da evolvere verso un modello di difesa federale che superi l’attuale Politica di sicurezza e di difesa comune.