I partecipanti al seminario.

 

Si è svolto dal 27 luglio al primo agosto scorsi il seminario di formazione federalista del Mfe Veneto “Diventiamo cittadini europei”. Come da tradizione da sedici anni a questa parte, la cittadina austriaca di Neumarkt e la Europa Haus hanno ospitato i ragazzi partecipanti del triennio delle scuole superiori, che venivano dalle province di Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Belluno, Treviso, Venezia e Gorizia.

I quaranta ragazzi hanno, così, ascoltato e discusso sulle relazioni di Gian Pier Nicoletti, Presidente Mfe Castelfranco, “Nascita, apogeo e crisi degli Stati nazionali”, il primo giorno; il secondo giorno, “Federalismo e Stato federale” di Giorgio Anselmi, Presidente nazionale Mfe; il terzo, “Il processo di integrazione europea come risposta alla crisi degli Stati nazionali” di Pierangelo Cangialosi, Ufficio del dibattito Mfe; il quarto, “La crisi economica e le sue conseguenze per l’Europa e per il mondo” di Federico Brunelli, Direttore dell’Istituto Spinelli; infine, il quinto giorno, “L’Europa, la Russia, il Mediterraneo e i nuovi equilibri mondiali” di Matteo Roncarà, Segretario Mfe Veneto. I ragazzi si sono, dunque, confrontati sul grande significato che i padri fondatori dell’Europa diedero alle prime istituzioni come precursori di un nuovo tipo di democrazia, sovranazionale e post-nazionale, e hanno discusso sul modello federale come quello ideale da applicare in primis a livello europeo, ma, in prospettiva, anche a livello mondiale, per garantire una vera pace secondo la visione kantiana. Il fatto, quindi, che le crisi più pericolose di cui oggi soffre l’Europa abbiano tutte caratteri sovranazionali, dalla minaccia del terrorismo islamico al conflitto nel sud-est dell’Ucraina, dalla crisi economica perdurante ai flussi migratori dalla sponda sud del Mediterraneo ma non solo, è emerso nel documento emendato e approvato dai ragazzi l’ultimo giorno di dibattiti, il primo agosto, dove si legge: “l’Europa percepisce con maggior urgenza il problema a una sicurezza multidimensionale. La mancanza di quest’ultima porta a una conseguente crescita dei partiti populisti. Le istituzioni europee e i Paesi membri devono, dunque, dirigersi il prima possibile verso una politica estera e di difesa comune, a partire dall’Eurozona, per giungere a una completa Europa e non cadere nell’irrilevanza storica in un mondo, in cui i singoli Paesi europei non possono rispondere a Stati di dimensioni continentali come Cina e India.”. O anche, nelle conclusioni di questa Convenzione: “Chiediamo ai rappresentanti della classe politica europea di non deludere le nostre aspettative e di promuovere azioni che vengano incontro alle richieste provenienti dai cittadini europei. Ciò al fine di pervenire ai seguenti obiettivi propri di una federazione europea e in prospettiva mondiale: uno sviluppo economico ed umano compatibile con la tutela dell’ambiente e attento alle esigenze delle nuove generazioni. Occorre, inoltre, una riforma in senso democratico delle istituzioni pubbliche europee e mondiali, per garantire la risoluzione delle controversie tra Stati senza più ricorrere alla guerra, andando uniti verso una comunità di destino.”.

 

Ma non solo discussioni politiche: i ragazzi hanno visitato, nel corso dei sei giorni, l’abbazia di Sankt Lambrecht, gli stabilimenti della Hirter Bier, il lago di Furtner Teich e le cittadine di Murau e Friesach. Hanno, così, sperimentato, sia tramite le discussioni in castello sia tramite le uscite del pomeriggio e le serate passate insieme, quale sia l’estrema pregnanza del motto dell’Unione europea “Unità nella diversità” e quale sia l’importanza di una lotta indefessa e collettiva per creare una Federazione europea.

di Gianluca Bonato.