INTERVENTO DEL PRESIDENTE SIMONE FISSOLO AL COMITATO CENTRALE DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

Roma, sabato 25 giugno 

 

 

Lasciatemi iniziare oggi dicendo che non ci hanno aiutato. Da anni lavoriamo da soli per comunicare il perché siamo parte del progetto europeo. Partiti e istituzioni si ricordano di noi quando serve. Da anni, dal fallimento del progetto costituente europeo, siamo soli in questa battaglia. Eppure il nostro compito, oggi, continua ad essere lo stesso: far amare l’Europa ai cittadini.

Il referendum britannico ha prodotto reazioni positive nella direzione di un più forte legame politico tra gli Stati membri, ma l’esito della consultazione non è positivo per noi. Non ci possiamo rallegrare di ciò che è successo.

Ci sono dei responsabili che vanno individuati. La Commissione Juncker, il governo europeo, non sta lavorando bene. Lo dimostrano le risposte alla crisi economica, di cui non ci siamo rallegrati, lo prova la risposta al flusso migratorio, problema di fronte al quale c’è poco da esser felici. Per la prima volta abbiamo eletto indirettamente il presidente della Commissione europea alle elezioni del 2014. Per la prima volta siamo legittimati a dire che questo governo non sta facendo bene. L’esito del referendum britannico lo conferma.

Una nota positiva: il 75% dei giovani inglesi hanno votato per il remain. Insieme alla JEF UK abbiamo lavorato per la campagna per il remain e assieme a loro abbiamo perso. Prendendone atto, non possiamo più sottovalutare il problema generazionale, da me più volte ripetuto. I giovani europei, gli Erasmus, che continuano ad essere solo una parte dei giovani, vogliono stare insieme, vivono gli stessi problemi e hanno le stesse speranze. Noi in questo momento rappresentiamo loro e per questo oggi più di prima dobbiamo lavorare insieme al Movimento Federalista Europeo, per riprenderci il nostro futuro dialogando con quel mondo adulto che inevitabilmente spinge per la conservazione.  

La proposta dei giovani federalisti è dunque quella di scendere in piazza. Solo mobilitandoci, altri seguiranno. I genitori seguiranno i figli, se quest’ultimi saranno capaci di battersi per le loro idee. Questa GFE ha dimostrato a Ventimiglia l’anno scorso e a Roma quest’anno di esser capace di mobilitare i suoi iscritti e gli studenti. Abbiamo la fortuna di vivere in un momento storico in cui l'Italia vuole tornare ad essere guida in Europa. Dunque non c’è occasione migliore dell’iniziativa della ricorrenza dei Trattati di Roma per far sentire la nostra voce.