Alla cortese attenzione del Professor Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato,

Nel farle le congratulazioni e i migliori auguri per la nomina,

Le scriviamo preoccupati perché, come Gioventù Federalista Europea, riteniamo i prossimi mesi cruciali alla luce della crisi strutturale che l’Unione europea e i suoi Stati membri stanno vivendo. Nonostante siano state avviate varie iniziative per cercare di riformare l’assetto istituzionale europeo, nessuna si è rivelata realmente efficace. Il primo a tentare è stato il Parlamento Europeo tramite l’approvazione dei rapporti Verhofstadt, Bresso-Brok e Berès-Böge; lo ha fatto poi la Commissione ed anche alcuni governi, in particolare la Francia del Presidente Macron. Tutti questi buoni propositi sono però stati rallentati, indeboliti ed affossati dall’opposizione che hanno trovato all’interno del Consiglio europeo.

Riteniamo che l’Italia debba tornare a svolgere il suo ruolo storico in questo processo di riforma, diventando l’attore che proverà a restituire ai cittadini europei la sovranità perduta con la globalizzazione, senza inseguire le velleità di ritorno ad un anacronistico isolazionismo nazionale, ma per riportare la democrazia sul piano continentale: l’unico in grado di governare le sfide della contemporaneità (politica estera, difesa, economia, asilo e immigrazione). Superare i limiti dell’attuale Unione sarà infatti necessario per poter affrontare con forza e decisione anche le problematiche strutturali del nostro Paese. Rendere veramente democratiche ed efficaci le istituzioni europee sarà infatti un passo cruciale per superare la narrazione di un europeismo “a parole”, difensore di uno status quo insostenibile, verso le idee concrete di Ventotene e dei Padri Fondatori. Già nel prossimo Consiglio di giugno l’Italia, nell’interesse dei propri cittadini e di quelli europei, potrebbe fare la differenza portando avanti con decisione, la necessità di procedere verso un’unione fiscale della zona Euro e verso l’unione politica. Anche noi oggi siamo a Montecitorio per questo, siamo eurocritici ma non euroscettici.

L’Europa si deve cambiare, ma occorre partire da queste fondamenta. Il 2019 sarà un anno cruciale per il nostro futuro, l’Italia non può restare in panchina, può e deve fare la differenza.

In attesa di un suo riscontro, la salutiamo con cordialità,

Antonio Argenziano

Segretario Generale Gioventù Federalista Europea

Elias Carlo Salvato

Presidente Gioventù Federalista Europea

Roma, 24.05.2018