Il 9 maggio si dovrebbe celebrare la Festa dell'Europa. Noi ci chiediamo, oggi, cosa ci sia rimasto da festeggiare. Dopo anni di crisi, i cittadini sono stanchi e ormai privi di fiducia nei confronti di istituzioni percepite come distanti, mentre problemi e fenomeni di portata continentale e globale continuano ad incidere sul nostro presente e sul nostro futuro.
Per anni in molti ci hanno promesso un'Europa dei popoli, vicina ai cittadini, l’Europa immaginata a Ventotene,  quella dei “padri fondatori”, ma le promesse sono rimaste tali. I pochi concreti passi avanti nel processo di integrazione sono stati fatti seguendo una logica intergovernativa ancora una volta non democratica, insufficiente e ostaggio degli egoismi nazionali.
L’Unione europea dei vertici tra capi di Stato e di governo ha trasformato il fenomeno migratorio in una tragedia umanitaria, isolando Italia e Grecia e promuovendo accordi esternalizzanti disumani. È riuscita ad accentuare, invece che diminuire, il divario economico e soprattutto politico tra Nord e Sud, tra Est e Ovest del Continente. Questa Unione non è più in grado di proteggere i principi democratici su cui è fondata, che ormai vengono regolarmente violati anche al suo interno. L’Europa è sempre più lontana da quello spazio di solidarietà auspicato, paradossalmente, da alcuni degli stessi governanti europei.
Siamo stanchi di promesse infondate. L’europeismo che difende l’attuale assetto istituzionale è dannoso quanto il nazionalismo e produce lo stesso risultato: la distruzione del nostro futuro.
Deve essere chiaro a tutti i politici europei, ai difensori di questo status quo votato al fallimento: non si può vivere di vacue promesse. Servono atti concreti, prima che l’intero sistema europeo collassi su se stesso.
Se non vogliamo che trionfino nazionalismo e autoritarismo, dobbiamo essere pronti a lottare per l’ultima battaglia concreta rimasta: un'Unione politica e federale. Vogliamo un'Europa capace di intraprendere politiche economiche e sociali, di asilo e immigrazione. Un’Europa capace di investire in ricerca e sviluppo sostenibile e che abbia un'unica voce in politica estera. Un’Europa in grado di proteggere i propri cittadini e di governare la globalizzazione, non di subirla. Quando e come? Adesso, con tutti i Paesi che vorranno iniziare un processo Costituente che non si può più rimandare.

NO ALL'EUROPA DEI GOVERNI, SÌ ALL'EUROPA DEI POPOLI!
NO ALL'EUROPA DEI VERTICI, SÌ ALLA FEDERAZIONE EUROPEA!

Di seguito l'elenco delle associazioni firmatarie dell'appello:

  • Radicali Italiani
  • CIME
  • Istituto Paride Baccarini
  • My Country Europe
  • Giovani Democratici
  • Alternativa Europea
  • Bar Europa
  • Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l'Occupazione (OSECO)
  • Costituzionalmente: il coraggio di pensare con la nostra testa
  • ISSUE- Iniziativa Studentesca per gli stati Uniti d’Europa
  • Comitato Ventotene
  • Cento giovani
  • Unione degli Universitari (UDU)
  • Filo Rosso
  • La nuova Europa
  • Forum dei Giovani Avellino
  • Federazione degli Studenti (FDS)
  • Casa internazionale delle donne
  • Europa in Movimento
  • Rete degli Studenti medi
  • Students of the United States of Europe
  • TorPiùBella
  • Diem25
  • Volt
  • Movimento Giovanile della Sinistra (MGS)
  • Associazione Europea Giovani
  • Filosofia in Movimento