Comitato Ventotene, Federazione degli Studenti, FutureDem, Giovani Democratici, Gioventù Federalista Europea, Rete degli Studenti Medi, Rete Universitaria Nazionale e Unione Degli Universitari

in seguito all'esito delle elezioni americane, condividono la seguente presa di posizione:

 

La vittoria del populismo in America e la crisi dell'Unione europea

"Come dopo l'esito del referendum sulla Brexit, a vincere è l'incredulità generale dei leader europei e la totale impreparazione al risultato delle votazioni.

Non abbiamo fatto nessun passo avanti nell'integrazione con la deludente roadmap proposta a Bratislava, mentre continuiamo ad affrontare in modo emergenziale il dramma dei migranti, la crisi economica e la mancanza di un unico sistema di sicurezza europeo.

Questa scelta dell'elettorato americano, con delle conseguenze nette su scala globale, aggrava decisamente la situazione.

Il 9 novembre è per l'Europa la storica data della caduta del muro di Berlino. In questo 2016, negli Stati Uniti, vince un candidato la cui campagna elettorale si è fondata su parole d'ordine razziste e populiste, che vede nell'immigrazione e nella globalizzazione solo una minaccia all'America WASP e che ridefinirà in modo imprevedibile il ruolo degli USA nel mondo.

Dalla nostra parte dell'Oceano ci troviamo in un continente in cui i muri stanno tornando a dividere, dove l'odio, la paura e la xenofobia si concretizzano in una mancanza di sicurezza endemica. Non siamo solo senza una difesa europea e un un'unica forza di polizia federale, ma stiamo perdendo tutte le certezze economiche e sociali che il welfare state ci aveva garantito.

Ora che l'ombrello della NATO potrebbe non essere più così evidente, che la Turchia sta affrontando un'evidente svolta autoritaria e che la politica dell'odio ha trionfato in una delle più grandi democrazie del mondo, quanto dovremo avvicinarci ancora all'orlo del baratro prima di scegliere se salvare o meno il nostro continente da questa deriva?

Crediamo che sia finito il tempo delle chiacchiere, sappiamo tutti qual è la via da intraprendere. La politica deve dare delle risposte concrete ai cittadini, occorre una presa di coscienza e di responsabilità: non è possibile rimandare l'azione in vista delle prossime scadenze elettorali.

Le attuali leadership, sia nazionali che europee, devono reagire e convergere verso l'unione politica del continente. Uniti potremo far fronte ad un mondo in cui ormai sono messi in discussione i capisaldi di quello che abbiamo individuato come "modello europeo": pace, democrazia, solidarietà, tutela dei diritti umani e sviluppo sostenibile.

Concretamente, incoraggeremo con forza il processo di riforma dell'Unione affinché i dubbi e le incertezze lascino il campo ad una nuova proposta in vista del 60° anniversario dei Trattati di Roma il prossimo 25 marzo.

Non ci arrenderemo ad un mondo in mano alla paura e al disfattismo.

Il momento della verità è questo, lottiamo insieme per un'alternativa."