La Gioventù Federalista Europea aderisce, come ogni anno, alla Marcia per la pace Perugia - Assisi.

Perché marciamo? Perché crediamo fortemente che il valore fondante di tutta la nostra azione sia la pace.

In un periodo storico così difficile, come questo che stiamo vivendo, anche lo stesso progetto di Unione europea, vincitore del Nobel nel 2012, è in crisi. Viviamo una situazione emergenziale, non siamo più in grado di essere solidali fra europei e neanche di tendere la mano a chi chiede aiuto, nonostante i migranti rischino spesso la vita pur di scappare dalla guerra o dalla fame.

Dov'è finita la nostra umanità?

Noi vogliamo chiedere di più a questa Unione, noi crediamo che la pace, la libertà, la democrazia, il lavoro, l'accoglienza e il benessere sociale debbano essere posti al centro come valori fondanti della nostra comunità. Per farlo è necessario che i cittadini tornino in piazza per chiedere dei passi avanti davvero concreti alla politica europea. I capi di Stato non possono più limitarsi a qualche blanda promessa, come è successo anche all’ultimo vertice del Consiglio a Bratislava. Dobbiamo rompere questo impasse che paralizza anche le istituzioni sovranazionali, chiedendo che si proceda finalmente verso l'Europa dei padri fondatori, verso un’Europa federale che sia ancora degna di ricevere un premio Nobel per la pace e di affrontare la crisi sistemica che stiamo vivendo.

Un’Europa più unita è anche un’Europa in grado di contribuire alle soluzioni pacifiche dei conflitti. La terribile guerra in Siria causa di dolore, sofferenze e morte non ha ancora trovato rimedio nel negoziato voluto dagli Stati Uniti e dalla Russia. L’Unione europea avrebbe il dovere di farsi latore dei processi di pace, ma non ha trovato il suo spazio politico nel tavolo delle negoziazioni e non ha potuto fornire un aiuto considerevole alla popolazione sofferente perché incapace di agire con una sola voce, perché imprigionata dagli egoismi dei suoi Stati membri.

Per questo continuiamo a marciare da Perugia ad Assisi, e quest'anno sempre più convinti. Perché i governi e la leadership in Europa devono vedere che i giovani e i cittadini ancora credono in una politica che non si limita alla difesa dell'esistente in funzione delle prossime scadenze elettorali, ma che guarda all'avvenire e al futuro delle prossime generazioni.

Per questo percorso di impegno che abbiamo intrapreso con numerose altre associazioni (sono promotori anche MFE e CIME) e che si concluderà con una grande manifestazione popolare il prossimo 25 marzo a Roma, in concomitanza con le celebrazioni dei Trattati, noi marciamo.

Per resistere contro il risorgere della violenza xenofoba e razzista, noi marciamo.

Contro i reazionari che vorrebbero distruggere l'Unione e tornare a un mondo di violenza nazionalista, noi marciamo. Contro tutte le guerre che da decenni sconvolgono il mondo, noi marciamo.

Contro i muri, il filo spinato e tutte le soluzioni securitarie che sembrano trasformare il nostro continente in una fortezza, noi marciamo.

Oggi più che mai, marciamo perché è necessario "unire l'Europa per unire il mondo".