#GFE60

Martedì 21 marzo a Roma presso l'Associazione Stampa Estera si è tenuta la conferenza stampa della Gioventù Federalista Europea in presenza di giornalisti canadesi, francesi, sloveni, spagnoli, svedesi, svizzeri e tedeschi. Organizzatore e moderatore: Gustav Hofer, Arte.Tv. Per la GFE erano presenti: Simone Fissolo, presidente nazionale, Antonio Argenziano, tesoriere nazionale e Diletta Alese della sezione romana. 

Alla conferenza stampa sono state presentate le iniziative federaliste di venerdì 24 marzo presso la Camera dei Deputati, di sabato 25 marzo presso il Centro Congressi di Piazza di Spagna e la marcia per l'Europa con appuntamento alle ore 11:00 presso piazza Bocca della Verità.

 

 

Qui il link all'evento sul sito della Stampa Estera:

http://www.stampaestera.org/news/#presentazione-marcia-per-leuropa

#GFE60

Foto dell’intervento del presidente nazionale della Gioventù Federalista Europea Simone Fissolo al Convegno “Forza Europa”

«L’Unione Europea è il più grande spazio civile di libertà, democrazia, diritti e tolleranza del mondo».  È la prima riga del documento che si può trovare sul sito di Forza Europa, a parte il nome, si tratta di una novità tout court. Soprattutto coi tempi che corrono.

Il mese scorso, all’evento di lancio di questo progetto l'11 febbraio 2017 a Milano, c’erano personalità significative del mondo politico. Sullo stesso palco a parlare di Europa c’erano Francesco Rutelli, Emma Bonino e Mario Monti. Il Sottosegretario di Stato al Ministero degli Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Benedetto Della Vedova, ha fatto gli onori di casa. Radicale, ex europarlamentare, ora deputato (eletto in lista “Scelta civica”) è sembrato essere molto chiaro: non importa l’appartenenza politica, ora il nemico comune è chi l’Europa la vuole distruggere. Si potrebbe dire che, non me ne voglia Rokkan, ci sono tutti gli indizi per affermare che nell’arena politica nazionale, e internazionale per forza di cose, si sia ormai aperta una nuova linea di frattura: da un lato, i partiti e movimenti politici populisti che predicano l’uscita dall’UE e l’abbandono della moneta unica; dall’altro le troppo silenziose e sparse voci che non vedono alternativa se non quella di scegliere un’Unione Europea migliore, più forte. 

L’obiettivo è proprio questo, unire le realtà politiche, istituzionali e della società civile che si battono prima di tutto per un racconto realistico di ciò che avviene in Europa. Spesso l’opinione pubblica viene infettata da quelle che ora conosciamo come “fake news”, ma che semplicemente sono falsità, notizie non fondate che la cittadinanza media fatica a interpretare e si basa su affermazioni di una certa classe politica, appunto populista. Se vi aggiungiamo il costante calo di fiducia e di consensi verso i partiti politici in quanto tali e la disaffezione alla classica suddivisione sinistra-destra, si capisce perché il progetto di Forza Europa sembra essere lungimirante, auspicabile e ben interpretato. D'altronde vicino ai nostri confini c’è chi addirittura si presenta alle elezioni politiche Presidenziali, con un programma molto simile a quello che Della Vedova & company cercano di condividere. Sto parlando ovviamente di Emmanuel Macron, che nell’ombra delle primarie dei socialisti, e delle cause giudiziarie dei repubblicani, sembra essere l’unica alternativa a Le Pen. Non da sottovalutare che proprio i due candidati che ottengono, dati alla mano, più consensi siano svincolati, o in genere abbiano radici partitiche molto meno evidenti dei loro avversari. Esempio fresco può essere l’Olanda. La rielezione del Premier Rutte, liberale, timido europeista, fa tirare un sospiro di sollievo all’Europa intera. Un fatto che ci fa capire che il populismo si può battere.

Da Forza Europa ne potremmo beneficiare tutti, una cittadinanza più interessata alla questione europea e meglio informata è capace di distinguere chi dice falsità da chi si batte per riformare la macchina europea; la classe politica potrebbe finalmente scontrarsi con la dura realtà che gli elettori chiedono, una politica nuova, che si occupi di questioni internazionali, che non si nasconda sul “ce lo chiede l’Europa”; una società civile che vede finalmente riconosciuto il suo impegno nel mobilitare i cittadini e incanalare la loro voglia di partecipazione e di novità nel nome di quella cittadinanza europea, che pochi sentono, e ancora meno sanno effettivamente di avere. Insomma Forza Europa va contro chi dice che senza si starebbe meglio, che da soli si andrebbe più veloci, che tornando al passato il futuro sarebbe migliore

Sembra paradossale oggi, ma il 19 settembre del 1946 un inglese disse «Lasciate che l’Europa sorga». Era Winston Churchill. Era la fine della Seconda Guerra Mondiale. Era la nascita dell’Unione Europea. Spetta a noi, ora, decidere se oggi sarà la sua fine o solo un nuovo inizio. 

 

Registrazione del convegno su Radio Radicale: http://www.radioradicale.it/scheda/499815/forza-europa.

 

Articolo scritto da Riccardo Moschetti

#GFE60

Come riformare l'Unione Europea in modo che non soccomba sotto gli attacchi dei movimenti nazionalisti e populisti? Come riavvicinare ai cittadini le sue Istituzioni?

Più di 150 rappresentanti di associazioni giovanili provenienti da oltre 36 paesi hanno deciso di rispondere a queste sfide partecipando alla Convenzione europea di Strasburgo dall’8 al 12 marzo per redigere una nuova Costituzione europea.

Per la GFE Italia erano presenti Simone Fissolo, presidente nazionale, Antonio Argenziano, tesoriere nazionale, Morgana Federica Signorini, responsabile dell'ufficio internazionale insieme ad altri militanti tra cui Andrea Raimondi, segretario regionale.

Riunitisi nelle suggestive location del Parlamento Europeo e del palazzo della Regione del Reno, dopo 3 intensi giorni di discussioni serrate, i membri della Convenzione, grazie all'organizzazione impeccabile dei giovani federalisti francesi e grazie all'innovativo metodo di discussione sociale "Syntegration" del Malik Institute sono arrivati alla conclusione che:

1. c’è bisogno di più democrazia: è necessario un Governo Federale eletto dal Parlamento Europeo e da un nuovo Senato Europeo (rappresentante dei parlamenti nazionali);

2. ci vuole un esercito unico e di una politica estera e di sicurezza unica. A tal proposito va quanto prima creato un Ministro Europeo degli Affari Esteri e un vero corpo diplomatico europeo;

3. urge una politica di asilo comune e l'istituzione di un Servizio di Intelligence europeo, in modo da gestire quanto più efficacemente possibile il flusso migratorio e farsi trovare preparati di fronte alla minaccia del terrorismo internazionale;

4. l'UE si deve dotare di un cospicuo bilancio federale, per combattere la disoccupazione e sviluppare programmi di investimenti a carattere sociale.

Il testo della Costituzione è stato approvato da parte dei membri della Convenzione in seduta comune a larga maggioranza. Domani sul sito www.youthconvention.eu sarà disponibile la versione finale del testo. Il testo farà parte dei contributi politici che verranno discussi nei giorni 24, 25 e 26 marzo dalla Gioventù Federalista Europea in occasione delle celebrazioni dell’anniversario dei sessant'anni dai Trattati di Roma.

 

Articolo scritto da Andrea Raimondi.

Riprendiamoci l’Europa!

#GFE60

Lunedì 27 febbraio 2017 Laura Boldrini e il Comitato di Saggi da lei istituito (e composto da: Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento Europeo in Italia; Tiziana Di Simone ed Eva Giovannini, giornaliste RAI; Simone Fissolo, presidente della Gioventù Federalista Europea; Enrico Giovannini, ordinario di Statistica economica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Enzo Moavero Milanesi, direttore della School of Law dell’Università LUISS e Arianna Montanari, ordinario di Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università di Roma “La Sapienza”) hanno presentato il Rapporto dei Saggi sullo stato e le prospettive dell’Unione Europea.

Questo lavoro consiste in un’elaborazione che ha visto impegnati i Saggi da settembre 2016 a febbraio 2017. Il Rapporto si basa sui risultati della consultazione pubblica dal titolo “Lo stato e le prospettive dell’Unione europea” che si è svolta dal febbraio ad agosto 2016 e a cui hanno risposto più di 10.500 persone. 

Il Rapporto è stato consegnato ai presidenti delle Camere dei Parlamenti dei Paesi membri presenti il 17 marzo 2017 in Aula a Montecitorio per le celebrazioni dell’anniversario dei sessant'anni dai Trattati di Roma. Il testo è inoltre stato inviato ai presidenti delle istituzioni europee e i governi degli Stati Membri.

 

Recenti articoli sul tema:

Articolo “Il fatto quotidiano” di Giampiero Gramaglia

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/27/lue-compie-60-anni-i-saggi-della-boldrini-provano-a-rifarle-il-lifting/3419307/ 

Articolo “Strade” di Simone Fissolo

http://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/2657-dai-piccoli-ai-grandi-passi-il-rapporto-dei-saggi-sul-futuro-dell-europa 

 

Questi ultimi giorni sono stati emblematici per il nostro futuro.

In Italia abbiamo assistito al tentativo da parte delle nuove forze nazionaliste e reazionarie di riappropriarsi delle piazze. Contemporaneamente, negli Stati Uniti, il gravissimo gesto politico del Presidente appena entrato in carica, ci ricorda i tempi bui del Novecento. 

Trump ha infatti impedito il rinnovo del visto a chi lo aveva richiesto regolarmente e ha bloccato l’accesso agli Stati Uniti ad alcune persone solo sulla base della loro nazionalità e confessione religiosa. 

Al di là di ogni pessimistica previsione, stiamo vivendo un triste preludio di quello che potrà accadere nei prossimi mesi se non reagiamo subito.

Come Europei, dobbiamo trovare la forza di indignarci e rispondere.

Riscopriamo la parte più importante dell’identità che ci rappresenta, rilanciando i valori che ci hanno guidato dalla resistenza.

Quegli stessi valori ci hanno portato a iniziare il processo d’integrazione europea dopo le tragedie vissute a causa dei totalitarismi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Paradossalmente solo poche ore sono trascorse tra la Giornata della Memoria e questi eventi spregevoli.

Dobbiamo attivarci facendo sì che non si ripresenti mai più in nessuna parte del mondo questa mostruosità del nostro passato.

Rispondiamo al razzismo, alla xenofobia, al nazionalismo con la solidarietà, l’accoglienza e la prospettiva dell’unità nella diversità.

Non lasciamo il mondo nelle mani di Trump, non lasciamo morire il sogno europeo a causa dell’incoscienza dei vari Salvini, Le Pen e Orbàn.

L’Europa non può stare a guardare se gli Stati Uniti violano palesemente i diritti umani.

Per il nostro futuro, per quello delle prossime generazioni, l’Unione Europea deve reagire, memore dei suoi Padri fondatori, ed è compito del Popolo europeo ricordare ai governi nazionali la via di Ventotene.

Per questo, scendete in piazza con noi il prossimo 25 marzo!

Manifestiamo insieme per riprenderci l’Europa, l’Europa che vogliamo, l’Europa democratica, solidale e federale. 

 

Sottocategorie

Discorsi, interventi e commenti dei militanti della GFE.