Alla luce dell’inquietante “squadrismo da tastiera” che imperversa sui social network,

Noi giovani europei impegnati sul territorio toscano ci schieriamo risolutamente dalla parte di Don Biancalani, del valore della solidarietà e dell’accoglienza che la sua azione rappresenta.

Contro ogni forma di xenofobia, di razzismo e di fascismo, siamo convinti che l’Italia e l’Europa siano costruite sui diritti universali dell’uomo e sui valori della Resistenza. Insieme abbiamo deciso di respingere a gran voce questo tentativo di criminalizzare e ostracizzare la base della solidarietà umanitaria, questa follia che cerca di trasformare delle persone in un capro espiatorio dei mali della società. Simili strumentalizzazioni non offrono soluzioni, non hanno alcun impatto concreto se non quello di alimentare una spirale di odio e risentimento sociale.

Non è una questione di appartenenze politiche, di destra e sinistra, ma di adesione a un’idea comune di dignità umana.

Ci impegniamo quindi a un gesto di pubblica solidarietà nei confronti di Don Biancalani, per sostenere la libertà di scelta di ognuno all’interno del quadro che a nostro parere deve dar forma all’attività pubblica: non un gratuito massacro politico ma un’unione di forze, un dibattito civile per trovare le soluzioni necessarie a salvaguardare e far progredire la nostra Comunità.

Centrosinistra per l’Università Firenze (CSX Firenze)

Federazione degli Studenti Toscana (FDS Toscana)

Federazione Giovani Socialisti (FGS)

Giovani Comunisti Firenze (GC Firenze)

Giovani Democratici Toscana (GD Toscana)

Gioventù Federalista Europea Toscana (GFE Toscana)

Giovine Europa Rete Italia (AMI)

Rete degli Studenti Medi Toscana (RDS Toscana)

Unione degli Universitari Firenze (UDU Firenze)

Unione degli Universitari Pisa (UDU Pisa)

La Gioventù Federalista Europea (GFE), i Giovani Democratici (GD), le associazioni Studicentro, Futuredem e Alternativa Europea si schierano al fianco delle decine di migliaia di cittadini polacchi che pacificamente sono scesi in piazza a difesa  dei principî dello stato di diritto che sono fortemente a rischio in Polonia. 

Fin dalle elezioni del 2015, il governo polacco e l’attuale partito di maggioranza, il PiS (Prawo i Sprawiedliwość, “Diritto e Giustizia"), si stanno rendendo protagonisti di iniziative legislative mirate a minare la distinzione tra poteri e i principî dello Stato di diritto e che potrebbero portare ad un pericoloso accentramento dei poteri nelle mani del governo.
Infatti, le tre proposte di legge - di cui una darebbe al Ministro della Giustizia il potere di sciogliere la Corte suprema e di ricomporla a piacimento - approvate dal Sejm negli scorsi giorni, mirano a stravolgere il sistema giudiziario polacco e indirettamente, dopo la loro eventuale entrata in vigore, l'intero assetto istituzionale e costituzionale della Polonia, eliminando il sistema di check and balances tra poteri dello Stato necessario al buon funzionamento di una democrazia.
Tutto ciò è in aperta violazione dei valori su cui si fonda l'Unione europea, in particolare di quelli sanciti nell'art. 2 del Trattato sull’Unione Europea (TUE). 

Il movimento popolare e le pressioni di Stati e Istituzioni dell’Unione europea hanno portato il Presidente polacco, Andrzej Duda, a porre il veto su due dei tre testi approvati dal Parlamento di Varsavia. Questa è da considerarsi un’importante vittoria politica dell’Unione Europea e dei cittadini polacchi, soprattutto dei più giovani - secondo i sondaggi, 82 giovani polacchi su 100 non sostengono l’operato del governo in carica. Tuttavia, come puntualizza Lech Walesa, storico leader di Solidarność e Presidente della Polonia tra il 1990 e il 1995, ciò rappresenta solo una “piccola vittoria”.
Il Presidente polacco ha infatti ratificato la terza legge, che affida all’esecutivo la nomina dei giudici ordinari.
Il capo del governo, Beata Szydlo, ha, inoltre, dichiarato la propria volontà di non fare passi indietro sulla riforma della Giustizia facendosi forte del pieno sostegno del proprio partito, il PiS di Kaczyński. 

Le nostre associazioni invitano a tenere sempre più desta l'attenzione dei media circa lo sviluppo della situazione politico-istituzionale in Polonia, dando voce a quelle migliaia di cittadini polacchi che non vogliono che il proprio paese rimanga ai margini dell’UE e che vedono nell’Europa unita il proprio futuro

Le Istituzioni europee devono continuare la pressione politica già esercitata tramite le dichiarazioni del Vicepresidente della Commissione Europea Timmermans e del Presidente del Consiglio Europeo Tusk, e mantenere una posizione decisa e autorevole in difesa dello stato di diritto e dei diritti fondamentali sui quali si è fondata e si sta cercando di costruire l'Unione Europea.

Più di ogni altra cosa noi invitiamo la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europeo a continuare la loro azione a difesa dei milioni di cittadini polacchi che, come noi, guardano all’Europa unita come loro unica speranza.

Gioventù Federalista Europea - JEF Italy, Giovani Democratici, FutureDem, Alternativa Europea, Studi Centro

Il neoeletto Ufficio di Segreteria GFE

I giovani federalisti a Trento per il rilancio della battaglia per gli Stati Uniti d’Europa. 

Si è concluso ieri - domenica 28 maggio - il XXIII Congresso nazionale della Gioventù Federalista Europea.

Il Congresso, articolato in 3 giorni, è stato patrocinato da: Camera dei Deputati, Regione Trentino Alto Adige - Sud Tirol, Comune di Trento, Università degli studi di Trento, Centro Europeo d'eccellenza "Jean Monnet" Trento  e Europe Direct Trentino.

Molti sono stati i saluti di personalità di spicco della politica locale, nazionale ed europea e del mondo associativo giovanile. Tra gli altri: Angelino Alfano, Ministro degli affari esteri, Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, on. Lara Comi, PPE, on. Elly Schlein, PSE, on. Daniele Viotti, PSE, on. Brando Benifei, PSE, on. Quartapelle, PD,  Maria Romana De Gasperi, Presidente onorario della Fondazione De Gasperi, Fausto Durante, CGIL, Arno Kompatscher, Presidente Regione Alto Adige - Sud Tirol, Alessandro Andreatta, Sindaco di Trento, Lorenzo Varponi, UDU e  Riccardo Cucconi, ESN ed Alessandro Nicotera, Giosef.

A precedere i lavori congressuali è stato il dibattito tra le giovanili dei partiti cui hanno partecipato Giulio Bazzanella, Giovani FI, Virgilio Falco, StudiCentro, Elisa Gambarella, FGS e Mattia Zunino, Segretario Nazionale GD. La giornata si è conclusa con l’intervento di Marco Piantini, consigliere del Presidente del Consiglio per gli Affari Europei.

I giovani federalisti, che da sempre si battono per l'idea di un'Europa federale come unica via democratica per un vero rilancio del continente, hanno apprezzato la sempre maggior convergenza di esponenti di diverse sensibilità politiche su questo progetto.

La nuova segreteria eletta è composta da:
Antonio Argenziano - Segretario Generale
Elias Carlo Salvato - Presidente
Matteo Gori - Tesoriere nazionale

Il Congresso si è concluso con gli auguri alla segreteria da parte dell’europarlamentare e federalista Brando Benifei e di Maria Pisani, portavoce del Forum Nazionale Giovani. 

Il Segretario Generale ha chiuso i lavori condividendo la volontà di continuare a battersi per rimettere i cittadini al centro del progetto europeo. 

A nome della Gioventù Federalista Europea,

Antonio Argenziano - Segretario Generale
Elias Carlo Salvato - Presidente
Matteo Gori - Tesoriere nazionale 

Comunicato Unitario Europeisti

Il fronte europeista è oggi unito per rilanciare il progetto di unità dell’Europa su basi democratiche, sociali e solidali. Per la prima volta contro i nazionalismi riemergenti in Europa si schiera un fronte di  centinaia  di  associazioni  e  movimenti  “radicalmente  europeista”  che  non si accontenta dell'Europa che c'è, ma scende in piazza per chiedere ai governi di cambiare rotta verso un'Europa unita, democratica, solidale e federale.

Si sono svolte in questi mesi numerose riunioni di coordinamento tra tutte le realtà che vogliono lanciare un messaggio europeista contro nazionalismi e austerità cogliendo l’occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma.  Realtà  diverse,  con  opinioni  differenti su altri temi, ma unite sull’Europa. Ognuna, con le sue sensibilità e capacità di mobilitazione, si è messa al servizio della causa comune: il rilancio del processo di unificazione europeo.

Siamo il fronte più ampio e plurale. La scelta di realizzare molti eventi, peraltro tutti collegati e convergenti, discende da questa forza, e ha uno scopo specifico: creare dei contesti in cui ogni realtà sociale possa mostrare la sua vocazione europea.

Così  c’è  un’iniziativa  dei  giovani,  promossa  dagli  Young  European  Federalists  alla  Camera  dei Deputati, con la partecipazione della Vice-presidente della Commissione Europea Mogherini. Ce n’è una degli intellettuali europei che il mese scorso hanno lanciato un appello pubblicato dalle maggiori testate europee, cui parteciperanno il Primo Ministro estone Ratas, gli ex premier Amato, Letta e Monti e molte altre personalità della cultura e della politica. C’è la coalizione “Cambiamo rotta all’Europa” promossa dai Movimenti Europei in vari paesi dove una moltitudine di associazioni della società civile esprimono il proprio sostegno all’Europa. Ci sono le proiezioni europeiste sul Colosseo promosse dal Movimento Federalista Europeo. C’è la Convenzione del Gruppo Spinelli e dell’UEF dove presenzieranno parlamentari europei e personalità della cultura e della politica, come Guy Verhofstadt e Emma Bonino. C'è il Forum della grande coalizione La “Nostra Europa” alla Sapienza, con più di trenta iniziative a cui interverranno leader sociali e sindacali italiani ed europei insieme, tra gli altri, il primo ministro greco Alexis Tsipras, la ministra greca del lavoro e la leader dei Verdi Europei  Ska  Keller. Ciascuna  di  queste  iniziative  coinvolge  un  pezzo  di  realtà  politica  e  sociale europea  nel  modo  più  efficace.  Non  è  una  cacofonia  di  voci,  e  nemmeno  un unico solista,  ma un’orchestra di tanti strumenti che suonano la stessa musica.

Ci saranno due grandi cortei che si uniranno, testimonianza della nostra unità di intenti: la “Marcia per  l’Europa”  che  partirà  da  Piazza  Bocca  della  Verità  è  promossa dall’Unione  Europea  dei Federalisti, dal Movimento Europeo, dalla Gioventù Federalista Europea e da una vasta alleanza di associazioni europeiste. Il corteo “La nostra Europa: unita democratica solidale” partirà da Piazza Vittorio ed è organizzato da n’ampia rete sociale, sindacale, e di forze politiche - più di cento organizzazioni  -    di  cui fanno  parte  anche  alcune  associazioni  che  partecipano  alla  “Marcia  per l’Europa”.  Entrambe  confluiranno  al  Colosseo  a  simboleggiare  insieme  il  motto  e  il percorso dell’Unione  “uniti  nella  diversità”.  Il  primo  corteo  vedrà  la  presenza  di  grandi  personalità  della politica, di moltissimi parlamentari europei, Gonfaloni degli enti locali, associazioni e cittadini. Il secondo  si  caratterizzerà  per  la  presenza  sociale  (donne,  studenti,  associazioni,  contadini),  dei sindacati (Cgil,Cisl, Uil, Cobas, Fiom), di un grande spezzone migrante "Libertà di movimento" e di forze politiche della sinistra, ecologiste e progressiste europee. Ognuno avrà una serie di discorsi nella piazza iniziale, per dare spazio e visibilità alle molte realtà che si sono mobilitate, e alcuni interventi comuni al Colosseo di fronte a migliaia di cittadine e cittadini.
Nello stesso tempo altre manifestazioni europeiste si svolgono in altre città d’Europa.
Divisi sono invece i nazionalisti! Con i cortei dell’estrema destra e degli anti-europeisti antagonisti, portatori di una visione rivolta al passato che non consente di affrontare e risolvere i problemi, ma mette in crisi i nostri valori condivisi. Le frontiere non proteggono, le frontiere imprigionano: questo crediamo e per questo ci battiamo.

Gli  europeisti  da  Roma,  tutti  insieme,  lanciano  un  forte  messaggio  di  unità.  Alle  élite  politiche europee ricordiamo che la maggioranza degli europei crede ancora nell’integrazione ed esige che venga portata avanti con forza e rapidità, abbandonando le politiche di austerità che producono povertà, disagio e frustrazione sociale. Ai media chiediamo di non correre dietro alle minoranze urlanti, chiassose e magari violente, ma alla maggioranza pacifica che cerca di costruire il futuro. Basta parlare solo del nazionalismo emergente, che le elezioni in Austria e Olanda hanno smentito.  Anche perché l’Eurobarometro mostra che la maggioranza dei cittadini europei vuole un’Europa più forte  sul  terreno  della  solidarietà  e  dell’accoglienza,  della  giustizia  sociale,  di  un’economia sostenibile, della politica estera e della sicurezza esterna e interna.

Ai cittadini europei, che negli ultimi anni hanno creato spontaneamente in vari Paesi moltissime associazioni  europeiste,  ciascuna  delle  quali  ha  poi  aderito  alla mobilitazione  di  Roma,  diciamo grazie, e li invitiamo a considerare quella di Roma come una prima tappa della nostra mobilitazione, e del percorso volto a creare a livello europeo un efficace coordinamento di tutte le forze in campo per l’Europa, proprio come avvenuto a Roma! Perché, come si chiude il Manifesto di Ventotene, “La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà!”

Giorgio Anselmi (Movimento Federalista Europeo, Promotore “Marcia per l’Europa”)

Raffaella Bolini (ARCI, gruppo di coordinamento coalizione “La nostra Europa: unita democratica solidale”)

Roberto Castaldi (Promotore Appello intellettuali europei)

Pier Virgilio Dastoli (Consiglio Italiano del Movimento Europeo, portavoce della coalizione “Cambiamo rotta all’Europa”)

Giulio Saputo (Gioventù Federalista Europea)

!! LINK UTILI PER LA MARCIA: EVENTO FACEBOOK, SITO WEB !!

 

Appello della Gioventù Federalista Europea #VersoRoma2017 

Riprendiamoci l'Europa 

Riprendiamoci il nostro futuro! 

 

Cari giovani europei, dobbiamo tornare ad essere i protagonisti del nostro tempo. 

Non possiamo rinunciare al nostro futuro per restare senza prospettive in un continente senza welfare state, in un'Europa priva di solidarietà e incapace di accogliere e di integrare diverse culture. È davvero questo il mondo in cui vogliamo vivere e che vogliamo lasciare alle prossime generazioni? 

Dal referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, sono state dimostrate due cose: la nostra casa è l’Europa, ma questa Europa non è la nostra. La maggioranza dei giovani votanti ha scelto il remain, ma i molti che non hanno votato ci hanno mostrato che questa Europa non piace. 

Il clima politico creatosi in occasione del referendum italiano ha reso evidente lo stato di incertezza sul nostro futuro. La responsabilità del cambiamento ricade adesso su di noi, questo è il nostro tempo. 

Che fare? Riempirci di belle parole non basta. L'Europa è casa nostra perché ci permette di viaggiare, di conoscere, di incontrarci. Non ci piace l'Europa precaria, quella che non dà prospettive, che non ci dà sicurezza. Dobbiamo poter scegliere le politiche europee, dobbiamo fermare le diseguaglianze. Ci stanno privando del nostro futuro. Noi, questo, non possiamo permetterlo. 

Dobbiamo essere capaci di unire Nord e Sud, Est e Ovest. Siamo il vento che soffia da Ventotene, da Utoya, da Suruc, da Lesbo e Lampedusa, che unisce tutti i cittadini d’Europa e che passa attraverso anche i muri di filo spinato. È il momento di una rinascita del popolo europeo. 

Dobbiamo agire subito! Prima delle elezioni olandesi, francesi, tedesche e italiane, perché tutti gli europei hanno un comune destino: o si batteranno insieme per un'Europa democratica, federale e solidale o vedranno il prevalere dell'odio populista e nazionalista. 

La vera battaglia oggi è tra chi vuole dividere e distruggere e chi vuole unire e costruire. La nuova linea di demarcazione è tra chi vorrebbe tornare verso i conflitti tra Stati e chi lotta per l’Europa dei settant’anni di pace. Tra chi crede che Gert Wilders, Marine le Pen, Frauke Petry e Matteo Salvini abbiano la chiave per risolvere i nostri problemi e chi invece sa che le migrazioni possono essere un’enorme opportunità e non una minaccia. I cittadini devono tornare protagonisti della battaglia per un'Europa che sappia difendere i propri confini, ma che resti unita contro la guerra, contro i muri, contro la disoccupazione, contro il razzismo. 

Che fare? Riempiamo le strade di Roma sabato 25 marzo 2017 e resistiamo all'oscurantismo; dobbiamo essere la fiamma di una nuova rivoluzione: la nostra. 

E c'è bisogno di tutti e tutte.

 

Riempiamo le strade di Roma sabato 25 marzo 2017

 

Siamo il vento che soffia da Ventotene, da Utoya, da Suruc, da Lesbo e Lampedusa,

che unisce tutti i cittadini d’Europa e che passa attraverso i muri di filo spinato.

 

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