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La Direzione nazionale della Gioventù Federalista Europea ( PDF IT -EN ) riunita a Milano il 23 maggio 2010 Considerato - che la crisi economica e la speculazione colpiscono più forte laddove la politica non ha né strumenti né poteri per proporre positive soluzioni alle sfide ed ai problemi, e dunque principalmente nell’Europa “divisa e impotente” degli stati nazionali; - che i rimedi di breve periodo messi in campo dai Paesi del Vecchio continente hanno fatto emergere con ancora più gravità la crisi dei debiti sovrani e non affrontano minimamente le prospettive future di rilancio dell'economia europea; - che lo spirito di conservazione del potere a livello nazionale nuoce alla tenuta del sistema della convivenza civile e sociale e cioè – in ultima istanza – ai cittadini; - che ad essere messo in discussione è il senso profondo della costruzione comunitaria, il progetto di un’unificazione di tipo statuale e federale che è l'unica risposta appropriata all’attuale situazione di “moneta senza stato”;
Denuncia che l'idea che la crisi della moneta europea possa essere risolta creando due aree monetarie separate o suggerendo l'uscita temporanea di alcuni paesi in difficoltà è contraria al progetto europeo. Simili proposte porterebbero alla fine del processo di unificazione politica: queste proposte, non quelle dei federalisti, sono fuori dalla realtà. Oggi, ancor più di ieri, vale la massima “unirsi o perire”. Nel tempo degli Stati continente l’Europa dovrà essere Federazione, oppure non sarà; Rileva - che forse mai come oggi nella storia della forza federalista i termini Federazione europea, Stato federale europeo, Stati Uniti d’Europa sono diventati linguaggio condiviso e determinante del dibattito pubblico e mediatico, tanto da spiazzare anche le proposte federaliste relative al governo ed alla costituzione; - che finalmente, nella riflessione e nelle azioni che maturano parallelamente allo svolgersi della crisi, sia il Parlamento europeo – che continua a dibattere intorno alla necessità di una fiscalità sovranazionale – che la Commissione – che ha imposto il proprio ruolo (ed ha impiegato ingenti sue risorse) nel piano di 750 miliardi volto a salvare la moneta unica – hanno dimostrato di avere allo stesso tempo le potenzialità per rivendicare il completamento della costruzione europea e l'incapacità di perseguirla: ciò che manca loro adesso è la volontà e la lungimiranza di riproporre il progetto federalista per l’Europa; Sottolinea che tutto ciò non è sufficiente: è compito dei federalisti far convergere l’opinione pubblica e le battaglie della società civile verso un unico e preciso obiettivo, ribadendo a Sessant’anni dalla Dichiarazione Schuman che oggi non è più il tempo dei compromessi: è il momento dell’Europa federale Chiede che i governi nazionali, in primis quello tedesco e quello francese, si assumano finalmente la responsabilità di perseguire gli interessi dei cittadini europei realizzando l'unificazione politica con un'iniziativa che parta da un gruppo di stati (a partire dai paesi dell'Euro), aperta a chiunque voglia aderire, che getti le basi della statualità federale; Prende atto del successo dell’azione del 9 maggio, che ha mobilitato intere sezioni e singoli militanti: l’attivismo politico si costruisce soltanto intorno a parole forti, capaci di essere contemporaneamente specchio dei tempi e sintesi di progettualità politica. Questa è la forza delle nostre parole d’ordine, questa è l’eredità che dobbiamo sfruttare con successo; Invita tutti i militanti a sfruttare la finestra di opportunità aperta dalla crisi per infondere nuova energia al proprio impegno politico, sia dal lato della formazione che da quello dell’azione: da ogni singolo “granello di sabbia” può nascere la spinta che ci condurrà finalmente all’unione pacifica dell’Umanità.
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